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Questa Redazione, pur non condividendo sempre e necessariamente tutte le dichiarazioni degli autori nei testi citati, reputa che esse siano comunque utili fonti di informazione e riflessione.

Non omologati in alcun schieramento, in rispetto della libertà di pensiero e d'espressione garantite costituzionalmente, riteniamo irrinunciabile e giusto dare spazio a molte voci del dissenso, altrove negate.

Premessa: intervista a donna Assunta Almirante - (11/11/2010)

 

http://www.youtube.com/watch?v=G_PcUdHzSjw


Povera Italia: dossettiani, gramsciani, neomodernisti e "terzo polo", per la rovina degli italiani e dell'Italia (di Alberto Ferretti)


DA PARTE NOSTRA,

NO COMMENT...


Commenti dell' On. Ciarrapico: "chi ha tradito una volta tradisce sempre"

ANSA, 30 settembre 2010, ore 12:57 : http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2010/09/30/visualizza_new.html_1757644522.html


"Ciarrapico attacca finiani e nomina la 'kippah': è bufera"

 

ROMA - "I finiani hanno già ordinato le kippah?", ha chiesto il senatore del Pdl, Giuseppe Ciarrapico, durante il suo intervento in Aula sulla fiducia. "Perche' di questo - ha aggiunto Ciarrapico - si tratta: chi ha tradito una volta tradisce sempre. Quando andremo a votare, perché andremo a votare, vedremo quanti voti prenderà il transfuga Fini. I 35 parlamentari finiani, i 35 rinnegati della Camera, non sarebbero mai stati eletti - ha aggiunto, rivolto al premier - se non li avesse fatti eleggere Lei, signor presidente. Torneranno nell'ombra. Come nell'ombra tornerà la terza carica dello Stato che Ella, molto generosamente, gli aveva affidato".

 

 

 


da  EUROPA INFORMAZIONI

Giuseppe Ciarrapico visto da Giorgio Israel

Ciarrapico (PdL), senatore della Repubblica, è un personaggio buffo: è stato sempre ammanicato con coloro che gestiscono il potere. Ma, poiché Ciarrapico ha un’anima, di tanto in tanto si auto assolve facendo qualche saluto romano. Ieri, al Senato, ha rilasciato una dichiarazione di condanna per il “tradimento di Fini”. Ma, con queste sue dichiarazioni, ha innescato una virulenta polemica sulle Kippah (1).

Pare, dunque, che Fini stia sempre con la Kippah in testa, Kippah che porta ovunque e che calza perfino al cesso. Ed in effetti si sussurra che, quando Fini fa il bidet, si toglie le mutande, ma tiene sempre in testa la Kippah. A dimostrare la sua indefessa fedeltà alla “santa causa”.

Gli risponde per le rime Giorgio Israel (2). Che, nome omen, scrive tutta una filippica, accusando Ciarrapico di “essere antisemita”. E meno male che Giorgio Israel è un “giudeo buono”: chiede la cacciata di Ciarrapico dal PdL, ma non chiede che venga incarcerato.

Del resto che Giorgio Israel sia un “giudeo buono” lo dimostra tutto il suo farfugliare indignato: rabbia e sdegno per le “parole antisemite” di Ciarrapico, ma ferreo sostegno alla “politica antisemita” adottata da Israele a danno dei Palestinesi (2). I quali Palestinesi sono “semiti”; ma poiché non sono “giudei”, non trovano solidarietà presso Giorgio Israel e i suoi correligionari. Avvalorando l’antico detto che “i Giudei chiagneno e fottono, fottono e chiagneno”.

E, come se non bastasse, invocano la solidarietà universale.

Antonino Amato

antonino-amato800@alice.it

(1)  Ciarrapico senza freni” in “La Sicilia” del 1 ottobre 2010, pagina 2;

(2) “Ciarrapico offende gli Ebrei. Il PdL lo cacci” in “il Giornale” del 1 ottobre 2010, pagina 1.

LA VERITA' SULLA COLONIZZAZIONE DELLA PALESTINA E SULLA PULIZIA ETNICA SIONISTA

"Non vi e' dubbio che la mira ultima di Ben Gurion fosse quella di cacciare quanti piu' palestinesi possibile dallo stato ebraico, ed utilizzo' numerosi mezzi per raggiungere tale scopo ... piu' decisamente, la distruzione di interi villaggi e l'espulsione dei suoi abitanti ... anche se non avevano partecipato alla guerra e, pur di restare nelle loro case, accettavano di vivere in Israele secondo uguaglianza, come promesso nella Dichiarazione d'Indipendenza". Scrittore israeliano Simha Flapan, "The Birth of Israel."

"Ben Gurion voleva chiaramente che rimanesse il minore numero possibile di arabi nel nuovo stato ebraico. Sperava di vederli via tutti. Lo rivelo' ad amici e colleghi durante gli incontri di agosto, settembre ed ottobre [1948]. Ma non fu annunciata alcuna politica generale di espulsione e Ben Gurion evito' sempre di dare ordini chiari o scritti di espulsione; preferiva che i suoi generali "capissero" cosa lui volesse che fosse fatto. Voleva evitare di passare alla storia come il "grande esecutore di pulizia etnica" e voleva che il governo israeliano non fosse coinvolto in una politica moralmente indegna ... Ma, nonostante non vi fosse un chiaro ordine di espulsione, gli attacchi di luglio ed ottobre [1948] furono caratterizzati da numerosissime espulsioni e brutalita' contro i civili palestinesi maggiori di quelle subite nella prima meta' della guerra". Benny Morris, "The Birth of the Palestinian Refugee Problem, 1947-1949"

"Nelle discussioni private, nel 1938, [Ben-Gurion] affermava che "dopo che saremo diventati una forza potente, dopo la creazione dello stato, aboliremo la partizione e ci espanderemo in tutta la Palestina' ... Nel 1948, Menahem Begin dichiaro' che "La partizione e' illegale. Non la riconosciamo. La firma della partizione sia da parte di istituzioni che di individui e' invalida. Gerusalemme sara' per sempre la nostra capitale. Eretz Israel sara' del popolo d'Israele, tutta e per sempre". Noam Chomsky, "The Fateful Triangle."

"Nel 1936-39, i palestinesi tentarono una rivolta nazionalista ... David Ben Gurion, un pragmatico, ne riconobbe la natura. Nelle discussioni interne, noto' che "quando ne parliamo all'esterno, minimizziamo l'opposizione araba a noi", ma, avverti', "non nascondiamo la verita' anche tra di noi". La verita' era che "politicamente noi siamo gli aggressori ed essi si difendono. Il paese e' il loro, perche' sono loro ad abitarvi, mentre noi vogliamo venire e sistemarci. Loro ritengono che vogliamo prendercelo, mentre ne siamo ancora fuori". La rivolta fu schiacciata dagli inglesi, con considerevole brutalita'", Noam Chomsky, "The Fateful Triangle."

"L'accettazione della partizione non ci obbligo' a rinunciare alla Transgiordania; nessuno chiede ad un altro di rinunciare ai suoi sogni. Accetteremo uno stato fissato nei confini attuali. Ma i confini delle aspirazioni sioniste sono un problema del popolo ebraico e nessun fattore esterno puo' limitarle". David Ben-Gurion, nel 1936, citato da Noam Chomsky, "The Fateful Triangle".

"Amico mio, sta' calmo. Se riconosci il concetto di "Palestina", demolisci il tuo diritto a vivere ad Ein Hahoresh. Se questa e' la Palestina e non la terra d'Israele, allora sei un conquistatore e non hai diritto alla terra. Sei un invasore. Se questa e' la Palestina, allora appartiene al popolo che ci viveva prima che tu venissi qui. Solo se questa e' Israele allora hai il diritto di vivere ad Ein Hahoresh e a Deganiyah B. Se non e' la tua terra, la terra dei tuoi antenati e quella di tuo figlio, che ci fai qui? Sei venuto nel paese di un altro popolo, come dicono, lo hai espulso ed hai preso la sua terra". Menahem Begin, citato in Noam Chomsky's "Peace in the Middle East?

LE RIDICOLE FALSITA' DI GIANFRANCO FINI PER INGRAZIARSI LA ISRAEL LOBBY ITALIANA

(...e cercare di mantenersi stretta la poltrona...che gli sta per scivolare via...)

 

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CAMERA - FINI : BEN GURION ESEMPIO PER FAR FIORIRE IL DESERTO MORALE.

(ASCA) - Roma, 24 nov - La testimonianza del fondatore dello Stato di Israele, Davide Ben Gurion, ''offre insegnamenti di

perenne validita' anche alla politica di altri Paesi.

Perche', sempre e in ogni latitudine c'e' un deserto, spesso morale e ideale, da far fiorire''. Lo ha dichiarato il

presidente della Camera, Gianfranco Fini, presentando il libro 'Ben Gurion e la nascita dello Stato di Israele' di

Giancarlo Elia Valori.

''E' di notevole significato culturale e civile il riproporre all'attenzione del pubblico italiano la figura di

Ben Gurion. E' necessario infatti promuovere, soprattutto presso i piu' giovani, la conoscenza piu' ampia e

approfondita della storia dello Stato di Israele, a cui l'Italia e' da sempre legata da solidi vincoli di amicizia'',

ha spiegato Fini nella Sala del Mappamondo di Montecitorio.

Ben Gurion, conclude Fini, ''fu vero statista perche' non si limito' a governare il suo Paese avendo solo riguardo ai

problemi immediati, ma a condurlo verso grandi traguardi di civilta' e di benessere riuscendo sempre a mobilitare le

energie dell'idealita', dell'entusiasmo e della dedizione presenti nel popolo. E fu grazie a quelle energie se nacquero

terre coltivabili, giardini e tante rilevanti costruzioni civili la' dove era il deserto''.

M.O. - FINI : ANCHE QUANDO ERA IN ARMI, L'ORIZZONTE DI BEN GURION ERA LA PACE.

A MONTECITORIO PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI GIANCARLO ELIA VALORI.

Roma, 24 nov. (Adnkronos) - "La biografia politica di Ben Gurion offre insegnamenti notevoli. Egli seppe guidare il suo popolo, con

grande decisione e fermezza, a vittorie militari che risultarono decisive per la sopravvivenza stessa dello Stato d'Israele. Ma il suo

orizzonte, anche quando si era in armi, rimaneva la pace". Lo ha affermato il presidente della Camera Gianfranco Fini, intervenendo

alla presentazione del libro di Giancarlo Elia Valori 'Ben Gurion e la nascita dello Stato di Israele', editrice 'Carte scoperte - Excelsior

1881'.

"Quella perseguita dal leader israeliano -ha proseguito Fini- era innanzi tutto la pace a cui aspira naturalmente un popolo che si

trova costantemente minacciato ai propri confini. 'Misericordia e pace -disse Ben Gurion citando il Libro dei Salmi- camminano insieme.

Giustizia e pace si uniscono in un abbraccio. Una nazione che non protegga attivamente la propria sovranita', la propria sicurezza, i

propri diritti non potra' certo conservarli a lungo'".

Temi ripresi anche da altri oratori intervenuti al dibattito. Di Gurion come "punto di riferimento per tutti, soprattutto in quella

straordinaria e tormentata regione del mondo che e' il Medio Oriente" ha parlato l'ex ministro degli Esteri Lamberto Dini, mentre un altro

ex titolare della Farnesina, Gianni De Michelis, ha ammonito che "tocca agli europei offrire l'ancora di sicurezza allo Stato di

Israele nel momento in cui scegliera' la direzione della pace". Una priorita', ha concluso il deputato di Futuro e liberta' Alessandro

Ruben, perche' "la mancanza della pace potrebbe essere come una baco che potrebbe mangiare tutta la mela", rappresentata dal benessere e

dalla prosperita' raggiunta da quello Stato di Israele voluto da Gurion.

BUNGA BUNGA PER IL TERZO POLO

 

Link a questa pagina: http://www.terrasantalibera.org/superkippah_fini.htm

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