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Anno VI - 2010

"Notizie dalla Terra Santa"

 

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Questa Redazione, pur non condividendo sempre e necessariamente tutte le dichiarazioni degli autori nei testi citati, reputa che esse siano comunque utili fonti di informazione e riflessione.

Non omologati in alcun schieramento, in rispetto della libertà di pensiero e d'espressione garantite costituzionalmente, riteniamo irrinunciabile e giusto dare spazio a molte voci del dissenso, altrove negate.

1 - Le voci delle madri di Gaza

VIDEO A CURA DELL'UNICEF

 

 

Il mondo guarda alla crisi di Gaza con uno sguardo a volte attento soltanto alle considerazioni di politica internazionale. Ma in questo angolo del Medio Oriente si consuma innanzitutto una crisi umanitaria i cui protagonisti sono donne e bambini, la maggioranza delle vittime dell'operazione militare in corso. In questo video, girato dagli operatori UNICEF a Gaza il 7 gennaio 2009, nel pieno dell'operazione israeliana "Piombo fuso", i volti e le voci di donne che stanno vivendo questa tragedia sulla loro pelle. http://www.unicef.it

http://www.youtube.com/watch?v=gRsX2dkB8xA&feature=player_embedded

 

2 - Le gelide aule di Gaza

 

http://www.unicef.it - "Le gelide aule di Gaza"

A Gaza, gli studenti sono tornati a scuola...ma devono sopportare i continui tagli all'energia elettrica e la carenza di materiali scolastici.

A volte seduti al buio o al freddo...provando a studiare alla sola luce di una candela...gli studenti di Gaza sono lasciati a se stessi, e faticano a completare gli studi. Il numero di coloro che abbandonano le scuole è in aumento.

Parla
Mohammed Jendeyyeh, 11 anni:
"Quando c'è la corrente elettrica riusciamo a seguire le lezioni, ma quando va via la luce è difficile comprendere gli insegnamenti. Quando siamo a casa a fare i compiti e la corrente viene tagliata, siamo costretti a usare le candele. Niente altro che candele."

Parla
Alaa Muhaisen 11 anni:
"Quando i tagli all'elettricità colpiscono le aule in cui siamo seduti, la stanza diventa buia e non riusciamo a copiare quello che c'è scritto sulla lavagna. E abbiamo difficoltà a capire quello che dice l'insegnante."

Nelle scorse settimane, l'apertura del confine con l'Egitto e l'accesso ai suoi negozi hanno dato agli abitanti di Gaza un certo sollievo psicologico...ma un milione e mezzo di abitanti della striscia di Gaza ancora dipendono da Israele per le loro provviste.

Inoltre, la scarsità di carburante provoca black-out quotidiani che durano fino a 8 ore, mentre l'accesso all'acqua corrente è garantito solo per 4-6 ore al giorno.

Parla
Diana Ayesh, 12 anni:
"A scuola quando fa molto freddo nelle aule e non c'è luce, non riusciamo a essere concentrati su quello che dice l'insegnante. Alcune volte i bambini hanno dei malori, soprattutto quelli di prima, seconda e terza elementare, e tutti facciamo fatica a seguire l'insegnante. Viviamo come si viveva nei secoli scorsi."

L'UNICEF sta cercando di aiutare i ragazzi a fronteggiare queste ristrettezze. Ogni giorno distribuiamo acqua potabile a 220 scuole di Gaza...oltre a materiali didattici di emergenza. Abbiamo inviato anche 100 kit ricreativi per i bambini che vivono in famiglie pesantemente colpite dai tagli all'elettricità.

Ma tutto ciò non potrà mai sopperire ad alcune funzioni che soltanto la corrente elettrica può garantire.

Parla
Caroline Katbeh, 14 anni:
"A scuola, per esempio, abbiamo bisogno di usare i computer per le esercitazioni pratiche nel laboratorio di tecnologia, ma senza elettricità non siamo in grado di fare nulla. Di conseguenza, abbiamo meno informazioni e si rallenta l'apprendimento."

I tagli all'importazione di carburanti colpiscono una popolazione già stremata da mesi di restrizioni e sacrifici...una popolazione per lo più composta da bambini. Ora sono i bambini quelli che continuano a soffrire per queste restrizioni...privati come sono del loro diritto fondamentale a ricevere un'istruzione.

 

http://www.youtube.com/watch?v=_tGOGEYTxeU#

http://www.terrasantalibera.org/voci_delle_madri_di_gaza.htm

"Notizie dalla Terra Santa"

 

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